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sabato 25 maggio 2019 15:10

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Forse perche migliore denominazione non riuscivamo a trovare e forse perche il sogno e di viverla e di vederla non posizionata lontana dalla terra ferma: la forma che segnala, nel nostro logo, la presenza del Vesuvio, deve far comprendere a tutti che non e utopia verificare che il  nostro territorio possa divenire un’oasi felice.

Quando tutti noi potremo vivere quell’ insieme di progetti riguardanti servizi in settori disparati, di attivita sociali e culturali, di realizzazioni varie, di particolari produzioni, progettualita, in sintonia da praticare per la comunita e protese con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni economiche e sociali, sviluppando occupazione soprattutto fra le classi deboli e svantaggiate, che si ritrovano anche nella giovane eta, solo allora avremo compreso che quell’utopico pensiero sara diventato visibile, presente, reale e la solidarieta, per effetto di attivita che si andranno a svolgere, potremo toccarla pur senza abbracciare alcun credo politico

"Il Mattino" del 17 Marzo del 1997 riportava un grosso articolo sulla mancata sicurezza nei fabbricati: una criminalita spicciola,  approfittando  che la figura del portiere andava scomparendo per il continuo e costante aumento del costo del servizio, faceva rilevare furti sempre piu frequenti.

Nasceva il progetto….. “ ritorno del portiere ”: un servizio di attesa che sicuramente puo svolgere un soggetto svantaggiato, cioe un soggetto con una invalidita superiore al 45%.

Il ritorno di quella figura, proponendola, pensavamo, avrebbe, fra l’altro, fatto ritornare alla nostra mente le immagini di films antichi dove il portiere, in divisa e con il berretto in testa, avrebbe dato anche  un tono di signorilita ai fabbricati, non solo quelli privati ma anche pubblici, trasmettendo alle nuove generazioni anche un modello educativo.

E poiche spesso la fantasia la possiamo toccare per mano, la progettualita di creare un Organismo Sociale incominciava a delinearsi, partendo dalla figura del portiere: e li, nel fabbricato, ove svolge il servizio il portiere, che nasce la comunita. E` sempre li che intravediamo un’altra figura che puo far fiorire una nuova educazione civica ai condomini o inquilini, la figura dell’ “Amministratore del fabbricato” con compiti non solo di rendicontare il suo operato ma di essere anche l’informatore sociale

L’Amministratore, con funzioni sempre svolte da soggetti professionali, pensavamo, potesse svolgere, avvalendosi della Organizzazione Sociale cui appartiene, anche compiti sociali ed educativi, non solo attinenti al regolamento condominiale da far rispettare, ma divenire divulgatore di notizie di vario genere, affinche la famiglia possa ricevere informazioni, con effetti comunicativi, per una migliore vivibilita.

E l’intreccio delle attivita, svolte da soci invalidi, menzionate all’art. 1, comma b, della legge 381/91 con quelle sociali e educative (art. 1 comma a) avrebbe fatto nascere cosi il progetto per far coesistere cosi i presupposti per formare una cooperativa sociale polifunzionale in presenza di  una stretta correlazione fra le attivita dell’ambito A ( socio - sanitarie ed educative ) con quelle dell’ambito B, delle quali quest’ultima presenta varie progettualita per inserire soggetti svantaggiati nel mondo del lavoro.

E come succede ad ogni autore, in ogni settore economico della vita sociale, fissato un progetto, attribuito un titolo, anche a noi e successo la predisposizione e realizzazione di particolari progettualita che saranno illustrate di seguito: progetti per i quali si stanno predisponendo, a parte, particolari siti internet per una migliore visibilita progettuale.

E per completare questa introduzione di “ quando e perche nasce Oasi Felice ” vogliamo dichiarare ai nostri interlocutori, anche politici, che non devono considerare la nostra cooperativa come una “lama da barba” che viene cestinata dopo l’uso, seppure in buonissime condizioni.

Sara chiara ai lettori la metafora?

Perche nasce l’ Oasi Felice?

Per smantellare l’ ipocrisia che vorrebbe il no profit, mondo isolato e lontano, sul quale la politica, spesso, vorrebbe salire con l’unico scopo di cavalcarne gli effetti, solo per rafforzare l’immagine della Pubblica Amministrazione senza comprendere che essa si regge con i contributi della comunita.

Noi vogliamo essere, sia chiaro, autentici attori per lo sviluppo della nostra comunita e mai essere punti di riferimento di chicchessia. Vogliamo sentire il diritto di scegliere e percorrere sempre la strada buona e comprendere, allo stesso tempo, che il potere politico e al servizio della comunita che vuole, in sinergia con quella privata di utilita sociale, di comprovata esperienza e di grande affidabilita, percorrere lo stesso binario e portare “il treno della felicita”, senza protagonismo alcuno e al solo scopo proteso per migliorare le condizioni sociali ed economiche della comunita.

Anche questa è “Oasi Felice”.

Oasi Felice Onlus




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